Italia Nostra inaugura la ‘strada a monte’ di Cornigliano

Italia Nostra inaugura la ‘strada a monte’ di Cornigliano

Una mappa, un inventario, un libro, un percorso segnalato, tre passeggiate, un consorzio di proprietari e, il 30 e 31 maggio, un open weekend inserito come evento collaterale nel programma dei Rolli Days: così, per iniziativa di Italia Nostra in collaborazione con Associazione Dimore Storiche e Pro Loco Cornigliano, rinasce la ‘strada a monte’ della delegazione ponentina, che segue il percorso delle attuali vie Cervetto e Tonale e lungo cui si allineano le splendide e sconosciute ville cinque-seicentesche di Cornigliano. A favorire questa riscoperta è proprio l’apertura della nuova strada a mare, che libera la delegazione dalla morsa del traffico e dell’inquinamento.

Oggi, 7 febbraio, a Cornigliano inaugura la strada a monte. Sì a monte, perché proprio con l’apertura della nuova strada a mare torna a fiorire e rinasce a nuova vita, liberata dal traffico e dall’inquinamento, la parte antica della delegazione ponentina, quella appunto ai piedi della collina di Coronata, il nucleo storico di ville cinque-seicentesche, quasi tutte con torre, allineate lungo le attuali vie Cervetto e Tonale, che per decenni era rimasto nascosto e trascurato, spesso sconosciuto non solo ai genovesi, ma anche agli stessi corniglianesi, e che oggi si rivela in tutto il suo insospettato splendore, rivelando il fascino ancora intatto di un unicum in tutta la Liguria.

Questa riscoperta si deve a un’iniziativa di Italia Nostra, che in collaborazione con Associazione Dimore Storiche e Pro Loco Cornigliano, presenta oggi il progetto di recupero e valorizzazione delle ville storiche di Cornigliano, articolato in diverse iniziative:

  • La mappa delle ville di Cornigliano, realizzata con il contributo di Pro Loco Cornigliano e dell’architetto Rinaldo Luccardini, con testi di Emmina De Negri e Micaela Antola (sarà diffusa in migliaia di copie con il prossimo numero del Corniglianese e distribuita nei maggiori infopoint turistici di Genova);
  • La catalogazione scientifica delle ville cinque-seicentesche di Cornigliano, curata da Emmina De Negri con Maria Teresa Facco Ciurlo;
  • La pubblicazione di un volume sulle ville, in preparazione;
  • La realizzazione di un percorso di visita con pannelli descrittivi contenenti notizie storiche e artistiche;
  • La programmazione di tre passeggiate con guida nel mese di maggio, inserite nella ‘Settimana di Italia Nostra 2015;
  • La nascita di un consorzio dei proprietari delle ville storiche di Cornigliano, in seno all’Associazione Dimore Storiche;
  • Un open weekend sabato 30 e domenica 31 maggio 2015, un grande evento inserito nel programma dei Rolli Days (che quest’anno avranno un’estensione nel Ponente cittadino oltre che nel Levante), durante il quale i proprietari delle ville, privati e pubblici, apriranno le loro dimore ai visitatori, genovesi e non, arricchendo le due giornate di concerti, mostre, degustazioni, conferenze, in collaborazione con le associazioni locali, i commercianti, istituzioni e scuole.

L’apertura della nuova strada a mare ‘Guido Rossa’ di Cornigliano nelle aree ex Ilva, cambierà radicalmente il volto della delegazione ponentina assorbendo tutto il traffico di attraversamento oggi concentrato in via Cornigliano. La nuova grande infrastruttura favorirà a Cornigliano una metamorfosi urbanistica epocale: infatti l’antico borgo di pescatori affacciato sul mare, poi trasformatosi fra Otto e Novecento in quartiere di opifici industriali, e infine nel secondo dopoguerra mutilato della spiaggia per accogliere il colossale insediamento dell’Ilva, acquisirà qualcosa che nella sua storia non ha mai avuto, un boulevard alberato e semi-pedonalizzato al servizio esclusivo del quartiere, ovvero la nuova via Cornigliano sgravata dal traffico di attraversamento e ridisegnata con un progetto scaturito da un concorso di idee.

In questo contesto di rinnovamento urbanistico si inserisce il progetto di rinascita della ‘via a monte’ elaborato dalla sezione genovese Italia Nostra, che mira a completare in modo unitario la virtuosa trasformazione di Cornigliano: l’associazione propone infatti diintervenire con un’azione di restauro e di recupero storico-architettonico sull’antico e splendido percorso, costellato di ville e torri del Cinque e Seicento, che si sviluppa a nord dell’abitato, ai piedi della collina di Coronata e allo sbocco della valletta del rio San Pietro, ambiente che ha conservato quasi integralmente i connotati paesaggistici tipici delle zone rurali della Liguria.

Quello ubicato nella parte più antica e nascosta di Cornigliano, a monte di via Cornigliano, è un tesoro semi-sconosciuto: il complesso di ville storiche cinque-seicentesche si sviluppa in modo unitario lungo l’antica strada (oggi via Nino Cervetto e via Tonale) che attraversa il sobborgo da levante a ponente, ovvero dal ponte sul Polcevera, collegamento con Sampierdarena e Genova, all’estremità occidentale della delegazione, dove un tempo era il capo di Sant’Andrea o promontorio degli Erzelli, che divideva Cornigliano da Sestri Ponente e che fu spianato per realizzare prima l’Ilva e poi l’aeroporto. Questi ‘palazzi di villa’, all’epoca in cui furono costruiti dalle grandi famiglie dell’aristocrazia genovese (Doria, Spinola, Durazzo, Gentile, Invrea, Serra), erano al centro di ampie tenute agricole, che, come si può dedurre con grande chiarezza dalla mappa di Matteo Vinzoni del 1750, si estendevano dal piede della collina di Coronata fino alla spiaggia, mentre oggi, avulsi dal contesto rurale di cui erano parte integrante, intensamente urbanizzato fra Otto e Novecento, hanno subito un prolungato degrado dovuto anche al cambio di destinazione, pur avendo conservato almeno in parte il loro valore architettonico e artistico.

Questo patrimonio storico, architettonico, artistico e culturale è ancora perfettamente leggibile nel tessuto urbano della delegazione del Ponente nonostante gli stravolgimenti urbanistici degli ultimi due secoli, e ha mantenuto un grande valore paesaggistico, come nel caso di Coronata e della valletta del rio San Pietro, che ha conservato quasi integralmente i tratti tipici del paesaggio rurale ligure, con campi coltivati, vigne ed orti.

Italia Nostra ritiene importante che nel nuovo assetto urbanistico comunale vengano tutelate queste testimonianze di grande valore storico, artistico e paesaggistico, per fermare il frammentario processo di trasformazione in corso, indifferente alla consistenza di questo tessuto di grande pregio.