NUOVA DIGA FORANEA

NUOVA DIGA FORANEA

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Sulla Proposta di costruzione della nuova diga foranea del Porto di Genova.

 

PREMESSA

Italia Nostra, prescindendo dai soggetti interessati, non concorda con la procedura di commissariamento straordinario. Ritiene che per opere di tale importanza debba procedersi con le forme ordinarie.

SUL METODO

La contrazione del dibattito pubblico in appena 20 giorni, invece dei 120 massimi disponibili, dimostra la mancanza di disponibilità ad affrontare adeguatamente tale importante passaggio di confronto con la cittadinanza. E’, infatti, chiaro che tempistiche così tanto sacrificate, inevitabilmente limitano la possibilità per la società civile di elaborare la documentazione e formulare osservazioni adeguatamente ponderate. Anzi, per converso, in maniera proporzionale, tanto è importante l’opera proposta, quanto dovrebbe essere concesso tempo e disponibilità di ragionamento. Decisamente un’occasione volutamente perduta.

NEL MERITO

Richiamata la premessa di cui al precedente punto, si osserva quanto segue :

A) Per come è stato presentato il progetto non contempla l’opzione zero. Questo è un vizio esiziale di impostazione, che abbiamo già, purtroppo, constatato per il dibattito pubblico sulla gronda di Genova. Il dibattito pubblico si è concentrato sulle diverse soluzioni costruttive, dando per scontata la realizzazione del manufatto, perdendo di vista la preliminare valutazione sulla necessità dell’opera.

B) L’analisi costi e benefici non appare adeguata a superare la critica sull’equilibrio economico – finanziario. Per la spesa prevista di 1,4 miliardi di euro, crediamo sia indispensabile offrire elementi solidi per dimostrare che l’opera proposta è necessaria, ed è sostenibile economicamente.

C) Ulteriore aspetto è la sostenibilità ambientale dell’opera proposta. Trattandosi di un cantiere di enormi proporzioni, deve essere valutato adeguatamente il bilancio di CO2. Non abbiamo rilevato la valutazione dell’impatto paesaggistico delle grandi navi portacontainer su Sampierdarena, in particolare su Lungomare Canepa. Crediamo sia anche necessaria una valutazione dell’impatto sanitario. Non ci sfugge che lavorazioni così imponenti genereranno forte inquinamento, a danno della salute dei cittadini. Sono sicuramente immaginabili, in caso di costruzione della nuova diga, delle esternalità negative che non trovano adeguata mitigazione, né compensazione.

D) Per quanto è stato compreso si tratta di rendere agibile il porto di Sampierdarena al transito delle previste nuove portacontenitori di grandi dimensioni. Avremmo desiderato che fosse stato adeguatamente chiarito sulla base di quali previsioni, si ritiene indispensabile l’intervento proposto, ai fini di valutare la sensatezza dell’opera. Quante maxi portacontenitori sono previste all’anno da/per il porto di Sampierdarena ? Sulla base di quali studi scientifici è stato ritenuto che il gigantismo delle navi renda vantaggioso l’investimento della nuova diga ? In quanti anni verrebbe ripagato un investimento stimato, ad oggi in 1,4 MLD di euro ? E’ del tutto assente una indicazione precisa ed approfondita sulla provenienza ed attendibilità delle stime dei futuri volumi di traffico e, soprattutto, sul definitivo affermarsi nel futuro del gigantismo navale delle portacontainer, per il porto di Sampierdarena. Molte delle previsioni di crescita di volumi, effettuate nel passato, si sono rivelate, alla prova del tempo, eccessivamente ottimistiche.

E) Crediamo sarebbe da chiarirsi il motivo per il quale non sia utilizzabile il porto di Prà per le previste mega portacontainer. 2 La destinazione dei traffici di tali navi su Prà, eliminerebbe ogni ragionamento sulla necessità di valutare l’eventuale costruzione della nuova diga. SI potrebbe quindi differenziare il traffico tra i due porti, peraltro molto ravvicinati e sottoposti alla medesima Autorità di Sistema Portuale.

F) Sarebbe importante una visione integrata del rapporto tra città e porto. La parte pianificatoria avrebbe meritato una declinazione maggiormente adeguata e coordinata con quella civica. E’ da tempo noto che i due mondi sono interconnessi ed interdipendenti. Si auspica un coinvolgimento più penetrante per armonizzare le scelte pianificatorie.

G) I profili trasportistici non sono apparsi sufficientemente sviluppati. In particolare ci saremmo aspettati linee di intervento su come favorire ed implementare la veicolazione di una quota maggiore di merci su ferro, in modo tale da consentire di alleggerire il traffico su gomma ed il correlato inquinamento, ai fini di una sostenibilità ambientale. Quale sarà la ricaduta di traffico veicolare su Sampierdarena con l’apertura e la rimodulazione dei varchi portuali ? Come procedere con la effettiva separazione dei flussi tra il traffico portuale e quello cittadino, se non è previsto nel nodo di San Benigno ?

CONO AEREO

Come è noto la attuale presenza dell’aeroporto Cristoforo Colombo confligge apertamente con lo sviluppo previsto del

porto di Sampierdarena.

L’impossibilità di entrata/uscita a ponente, limita l’utilizzo del porto mediante l’ingresso da levante ed uscita da ponente e, richiede cerchi di evoluzione delle navi, sempre crescenti, secondo quanto prospettato, con il supposto loro maggior dislocamento.

Conseguentemente, salvo ipotizzare modifiche all’ubicazione dell’aeroporto, la proposta nuova diga per concedere l’attracco alle nuove grandi navi, si scontra con i limiti previsti dall’ENAC per non interessare il traffico aereo.

Quindi, vi è il concreto rischio che quasi la metà del porto di Sampierdarena, per la parte di ponente, non potrà comunque essere utilizzabile dalle previste super portacontainer di dimensioni maggiori anche in altezza.

Da questa considerazione discende la non sostenibilità dell’opera, poiché sovradimensionata per una sola porzione del porto. Va, inoltre, soggiunto che l’attracco in linea, imporrà nuove maxi gru per la movimentazione delle 3 merci, anch’esse incompatibili con il traffico aereo, a causa del loro ingombro.

AREE

Non è stato adeguatamente chiarito il motivo per il quale non sono state previste aree su piattaforme a ridosso della proposta nuova diga, che possano permettere di alleggerire il carico attualmente in essere sul porto di Sampierdarena.

Molti dei servizi, potrebbero essere ivi dislocati, con conseguente allontanamento dall’abitato. L’ esclusione di ogni seppur vago cenno alle aree a ridosso della diga, di cui in precedenza molto si era detto per destinarle ad usi utilissimi, deriva dal fatto che la diga e’ progettata con un’ altezza tale che la probabilità di essere tracimata e’ di alcuni eventi all’anno? E’ questo il motivo per cui si e’ del tutto rimosso questo tema? Qualora venisse superato l’ineludibile precedente puntoA) è possibile svolgere una soluzione ad oggi indicata da Luigi Sessarego nel quaderno pubblicato nel dibattito pubblico.

Se la necessità è quella di permettere il transito alle nuove previste portacontenitori, con il previsto tombamento del pettine del porto di Sampierdarena e l’attracco in linea, potrà essere valutata una riduzione dell’attuale sbalzo delle banchine verso lo specchio acqueo, così, di fatto, allargando il canale protetto dalla attuale diga foranea, senza la necessità di costruzione dell’opera proposta. Tale soluzione, a valle dei necessari studi di approfondimento, potrebbe risultare economicamente più vantaggiosa rispetto alla proposta costruzione della nuova diga.

Anche in considerazione del fatto che il materiale demolito delle banchine, potrà essere utilizzato per il tombamento del pettine, senza costi di smaltimento e con la massima facilità per lo spostamento attiguo.

Si giungerebbe ad una compensazione superficiale, arrivando al medesimo risultato aspirato, senza essere costretti ad erigere un’opera così complessa e costosa ed in tempi, probabilmente, più contenuti.

SBOCCO AL MARE

Il quartiere di Sampierdarena, ha da tempo, purtroppo, perduto il proprio sbocco al mare. Sampierdarena oltre a non avere avuto nessuna compensazione, come invece buona parte del Ponente ha avuto, rischia un irreversibile degrado, soffocata da infinite servitù già presenti sul territorio e di futura previsione.

Sampierdarena, Cornigliano e buona parte della Val Polcevera meriterebbero un Piano complessivo di recupero e riqualificazione mirato al miglioramento, non solo della qualità della vita dei suoi abitanti, ma anche sotto l’aspetto Storico Ambientale, cosa non presa in considerazione e, questo, riteniamo sia una lacuna inaccettabile. Chiediamo che lo spazio a mare della Lanterna venga rivisto, alleggerendolo dalle lavorazioni portuali. Il tutto al fine di dare la giusta valorizzazione al simbolo di Genova, prevedendo lo sbocco al mare per la cittadinanza, con la costituzione del già richiesto progetto del “parco della Lanterna”, presentato da Italia Nostra.

INTERVENTI PRIORITARI

Al fine di migliorare la qualità ambientale e, con essa la salute pubblica, è prioritario che si proceda, preliminarmente a qualisvoglia proposta di progetto edificatorio, alla elettrificazione delle banchine. Inoltre il monitoraggio delle emissioni portuali, a partire dai fumi delle navi, riteniamo debba essere un aspetto degno di massima attenzione. E’ noto, infatti, come l’inquinamento da fonti portuali, costituisca la quota maggiore di quello cittadino.

 

CONCLUSIONI

Esprimiamo, allo stato, cauta contrarietà alla previsione edificatoria della nuova diga, non essendo state adeguatamente chiarite le ragioni di supposta necessità di costruzione dell’opera proposta nelle diverse declinazioni. E non essendo stato assicurato un adeguato bilanciamento tra costi e benefici di natura economica, ambientale e di salute.

Italia Nostra Onlus Sezione di Genova

 

 

https://dpdigaforanea.it/il-progetto/